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Incanto a Fotografia Europea 2010

E’ stato un grande piacere tenere il mio corso più recente nell’ambito della manifestazione “Fotografia Europea”. A volte, inaspettatamente, quella che può sembrare “una” delle tante occasioni in Italia dedicate alla fotografia si rivela invece tutt’altro: un laboratorio di idee unico, per dimensioni e qualità.

Una città intera, Reggio Emilia, trasformata in un “paese delle meraviglie” che come d’incanto scopre la sua anima artistica e creativa dischiudendo i suoi luoghi più intimi e conviviali a oltre 100.000 visitatori. Negozi e abitazioni, ma anche strade e piazze diventate per un week-end inedite scenografie per immagini e video di centinaia di artisti, con esiti davvero straordinari in termini di coinvolgimento nei confronti dei pubblici più disparati, dai più attenti ed esperti ai semplici curiosi. E in questo percorso di emozioni, frutto della fantasia illuminata degli organizzatori in cui il tempo e lo spazio si sono deformati per lasciare posto all’arte, anch’io ho cercato di dare il mio contributo. In collaborazione con CNA Emilia Romagna ho accompagnato un gruppo di professionisti emiliani in un mio personalissimo viaggio immaginario, raccontando ispirazioni e spunti sul mio modo di interpretare la Fotografia di Matrimonio. E’ stata l’ennesima occasione per incontrare nuovi, simpatici e preparati colleghi, con i quali ho condiviso le emozioni di un intero pomeriggio, immersi in una cornice affascinante e incantata.

Tema di Fotografia Europea 2010 è l’ Incanto.

“L’incanto per noi è il senso, la direzione di uno sguardo ancora affascinato senza essere sedotto, uno sguardo meravigliato, positivo, proiettato in avanti, che sa vedere diversamente e altro in ciò che ha di fronte, che non si lascia trascinare indietro da eccessiva nostalgia, che d’altra parte non si blocca nell’analisi e nel rispecchiamento del presente, ma interroga in esso i segni della trasformazione e del cambiamento. Si parla tanto di immaginario, si fantastica o si proiettano aspettative e desideri, ma si è completamente abbandonata ogni riflessione sull’immaginazione. L’immagine fotografica è un potente mezzo per questo tipo di riflessione, perché non restituisce soltanto l’esperienza di ciò che fissa, ma anche lo sguardo che vi si è posato, il pensiero che ha voluto restituirlo o si è voluto disperdere in quel semplice residuo di realtà. Se mettiamo da parte l’aspetto documentario, oltre a quello simbolico, ogni immagine mantiene di sé ancora qualcosa d’altro, quello che potremmo definire un aspetto metaforico.

Ma una metafora di che cosa? Di quello che ciascuno vuole e propone, ma innanzitutto della vita. Per questo le immagini quando ci commuovono, quando ci avvicinano a ciò che ci chiedono, è perché le stiamo guardando incantati. Della fotografia ci interessa proprio questa sua capacità di mostrarci le cose diversamente da come siamo convinti di vederle, il loro dar corpo a sguardi che si fanno diversi o che scoprono come sono sempre stati fatti, ma senza che lo sapessero. È la presenza dello sguardo e della mente dietro gli occhi e dietro la macchina fotografica. È il “pensare per immagini”, è l’altra faccia dell’“inconscio ottico”, è la forza propositiva della sensibilità. Quali cambiamenti vede e prefigura l’immagine? Quali metafore anticipa? Quale senso per la vita?”

Event Details

  • From: 1 gennaio 2010
  • To: 1 gennaio 2010
  • Starting at: 00:00
  • Finishing at: 00:00

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  • Milano
  • Italy